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Comunicati Stampa

L'indicibile è divenuto dicibile

15/10/2009

Si riscontra nella società italiana una mutazione non solo normativa, quanto piuttosto sociale, culturale e antropologica: ciò che era l'indicibile è diventato dicibile.

 

Si può dire che si toglie una targa in ricordo di Peppino Impastato non perché il sindaco in questione sia a favore della mafia, ma perché Peppino era meridionale, un "terrone"...
Si può dire che la salute privata è meglio di quella pubblica...
Si può dire che gli impiegati statali sono fannulloni...
Si può parlare di ronde e approvare che il monopolio statale della violenza possa essere privatizzato...
Si può parlare di missioni di pace bellicose...
Si ri-parla di divorzio, di aborto..., rimettendone in questione la stessa legittimità...
Si può dire che i gas serra non sono un problema...
Si può dire che la padania è una terra e che i padani sono un popolo...
Si può dire che il sindacato è un gruppo di potere, formato da facinorosi che creano il conflitto, non, ovviamente, che il conflitto c'è...
Si può dire, si dice, che la crisi non c'è...

 

Mentre noi del Naga continuiamo ad occuparci d'immigrazione, il mondo intorno a noi scivola, frana; anche noi - io per primo - ci abituiamo al ribasso...

 

Il reato d'immigrazione clandestina, "finalmente" approvato,  conclude e prova l'abietto sillogismo originario secondo cui essere stranieri è già di per sé essere delinquenti.

 

"Straniero-immigrato-irregolare-clandestino-delinquente": ci sono voluti anni per costruire e rendere accettabile il concetto, ma alla fine è passato, è penetrato, è diventato senso comune.

 

Non solo nel campo dell'immigrazione, in un quindicennio sono stati sovvertiti i valori (una volta) fondanti della società italiana. Allora, per poter pensare di essere incisivi, è necessario andare anche oltre le questioni strettamente legate all'immigrazione, è necessario ampliare la visuale...

 

Dobbiamo smettere di essere abituati, non basta mettere un freno, non basta resistere: ormai resistiamo a perdere; o riusciremo a riattivare, insieme ad altri, dei percorsi sociali e politici oppure continueremo ad assistere al mondo che scivola e noi con esso...

 

Pietro Massarotto
Presidente del Naga

 

Milano, ottobre 2009

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