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Comunicati Stampa

Noor

24/02/2016

Noor Zaman è arrivato in Italia dopo un lungo viaggio. È originario dell'Afghanistan, delle terre conosociute come Via della seta, vicino al Passo Khyber, il tratto di montagna che collega Pakistan e Afghanistan, a lungo punto luogo strategico per le imprese degli eserciti turchi e arabi.

 

Da più di un anno Noor attende che l'Italia esamini la sua richiesta d'asilo e non si scoraggia. Il suo nome significa Luce, la stessa che ritroviamo nei suoi occhi quando ci racconta del suo lavoro.

Noor è un sarto. Ha 25 anni e in Afghanistan lavorava con impegno, lo stesso che ora lo porta  a far valere la propria identità anche attraverso l'arte, che è il fulcro del suo lavoro.

 

Noor, come sei arrivato al Centro Naga Har?

Ero a Milano, ospite in una comunità dove sono arrivato senza conoscere nessun altro, non avevo amici. Lì un ragazzo africano mi ha detto che al Naga Har mi avrebbero potuto aiutare.

 

Al Naga hai trovato quello che cercavi?

Sì. Ho frequentato la scuola di italiano, non è stato difficile perché parlo già altre cinque lingue: la mia lingua madre è il pashto, ma posso conversare in hindi, parsi, inglese e turco. Ora anche in italiano. Da subito ho cercato lavoro, lasciando il mio numero a tante persone, ma non era per niente facile. Sono stati i volontari del Naga ad aiutarmi.

 

Com'è andata?

Il Naga è stato fondamentale perché mi ha messo in contatto con l'Associazione Serpica Naro. Lì c'è un laboratorio di sartoria che mi sta permettendo di contattare nuovi clienti e ora collaboro con SerpicaLab per un progetto in cui realizzo camicie su misura. Si chiama "Nato con la camicia". Abbiamo organizzator una giornata speciale per farlo conoscere lo scorso 20 febbraio.

 

Realizzi camicie sia in stile orientale, sia in stile occidentale. Qual è la parte più difficile?

Nessuna è difficile per me!

 

Ce ne sarà una più difficile!

I punti più delicati sono il giro delle spalle e le ascelle. Alcune persone sono più muscolose e per loro la camicia rischia di vestire stretta. Altre sono più magre e la camicia non deve penzolare.

 

Quali colori prediligi, quali consigli?

La camicia bianca è elegante abbinata a pantaloni neri, o portata con un gilet nero. Ma porto anche camicie colorate: oggi ne indosso una verde, e mi piace molto anche il giallo.

 

Sei felice di come stanno andando le cose?

Sono felice in Italia. Dal Comune ho una borsa trimestrale, ma sono molto preoccupato i miei documenti che aspetto da troppo tempo. Chissà, in futuro potrò portare qui anche la mia famiglia.

 

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Noor al Centro Naga-Har

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