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Se dico rom...

07/05/2013

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Per 10 mesi, da giugno 2012 a marzo 2013, i volontari dell'associazione Naga hanno analizzato gli articoli relativi a cittadini rom e sinti, o che vi facessero solo riferimento, pubblicati su 9 testate giornalistiche nazionali e locali: Corriere della Sera; La Repubblica; La Stampa; Il Sole 24 ore; Il Giornale; Libero Quotidiano; La Padania; La Prealpina; Leggo.

 

"L'indagine che abbiamo svolto parte dal presupposto che anche attraverso la stampa si costruisce un'immagine sociale negativa dei rom e sinti. Abbiamo analizzato gli articoli per descrivere alcuni dei meccanismi attraverso i quali questo processo avviene e per capire quale sia il nesso tra rappresentazione negativa e discriminazione." Afferma Natascia Curto, una delle volontarie che ha curato la ricerca. "Ci aspettavamo di riscontrare una visibilità marcata per episodi negativi di cui qualche rom si è reso protagonista, ma non abbiamo trovato solo questo. Dall'analisi svolta emerge anche l'associazione sistematica dei rom con fatti negativi che non li vedono direttamente coinvolti. Si può affermare che inserire i rom in articoli che parlano di fatti negativi è un'abitudine molto diffusa, in tutti i giornali, e relativamente a differenti tipologie di fatti" prosegue la volontaria, "Spesso queste associazioni raggiungono livelli discriminatori e vengono fatte ricorrendo a dichiarazioni riportate tra virgolette. Inoltre, un'altra modalità riscontrata nel trattamento dei rom nella stampa è quella di creare una separazione, un noi e un loro, i 'cittadini' e i rom: due gruppi divisi, diversi ontologicamente, che non si intersecano e il cui benessere è alternativo".

 

"Dalla nostra analisi emerge che nel 30% degli articoli sono presenti dichiarazioni che si possono considerare discriminatorie." Commentano Cristina Ferloni e Fanny Gerli, le volontarie che hanno svolto l'analisi quantitativa della ricerca. "La maggiore frequenza di articoli che parlano di rom è riconducibile alle testate nazionali, con una significativa prevalenza per il Corriere della Sera e La Repubblica, seguiti da Libero nella sua edizione milanese. Le dichiarazioni discriminatorie analizzate rimandano in prevalenza a racconti di intolleranza sociale e discriminazione (37,2%), seguiti da quelli che fanno emergere una differenziazione tra un "noi" e un "loro" (32,3%)."

 

"Leggendo i giornali ci siamo rese conto che le affermazioni discriminatorie nei confronti dei rom vengono lasciate scorrere senza che suscitino alcuna reazione né personale né collettiva. Evidentemente il pregiudizio verso i rom è talmente radicato nella cultura nella quale viviamo da non essere neanche più riconosciuto e da aver raggiunto il livello ontologico: è sufficiente essere rom per essere qualcosa di negativo, non serve compiere nessuna azione." Concludono le tre volontarie.

 

"L'indagine ha messo in luce il ruolo che la stampa ha nel costruire e confermare l'immagine sociale dei rom e come, a prescindere dalle intenzioni, il trattamento che essa fa dei rom possa contribuire a creare nell'opinione pubblica un'idea negativa di queste persone, rinforzando così le barriere che impediscono la piena fruizione dei diritti civili e sociali da parte dei rom. Questo è l'effetto, ed è un effetto discriminatorio. Ma la stampa può essere non solo strumento di esclusione, ma anche di conoscenza e avvicinamento" afferma il presidente del Naga Cinzia Colombo, "Per questo motivo il Naga propone ai singoli giornalisti, all'Ordine dei giornalisti, ai titolisti, alla Federazione Nazionale della Stampa e agli editori di: rispettare e applicare le Linee guida per l'applicazione della Carta di Roma; firmare l'appello 'I media rispettino il popolo Rom', lanciato da Giornalisti contro il razzismo; dare voce ai cittadini rom e sinti, raccogliere le loro voci, interpellarli e ascoltarli come fonti." Prosegue il Presidente. "Il Naga chiede anche ai singoli cittadini di farsi portatori di una rappresentazione diversa dei cittadini rom e sinti. Ciascuno di noi, infatti, nel suo quotidiano, nelle conversazioni con gli amici, negli scambi di battute sul lavoro, nei discorsi in famiglia, ha l'occasione di confermare o contrastare tanti piccoli stereotipi che circolano su rom e sinti. E' un lavoro culturale che non può essere compiuto da un singolo, cittadino o associazione, ma che ha bisogno di un impegno capillare e costante di ciascuno." conclude il presidente.

 

Info: naga@naga.it - 349 160 33 05 - 349 160 23 91

 

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