Nagazzetta luglio 2016

la lettera

 

Ma i rom dove sono finiti? sono tornati tutti a casa (per fortuna)?

Francesca Maiorina da Muggiò

 


A Milano tremilacinquecento erano dieci anni fa e tremilacinquecento sono oggi, contando sinti, khorakhané, harvati e rom. Forse oggi anche cinquecento meno. Gente che va, gente che viene. Mille nei campi autorizzati e duemila fuori, in giro. Nei campi regolari oggi meno perché due sono stati smantellati, naturalmente per il bene dei rom stessi e per favorirne l'inclusione sociale.
Per i cosiddetti rom irregolari la vita è anche peggiore. La appena passata giunta milanese rivendicava un paio di mesi fa di avere compiuto oltre 1.300 sgomberi in due anni, cioè quasi due al giorno, cioè a dire che i 2.000/2.500 senza fissa dimora sono stati sgomberati a rotazione più volte senza che, tuttavia, ciò abbia inciso sul numero complessivo. Una strategia fallimentare e punitiva.
Dunque, i rom sono ancora qui.
Alle volte, come emerso di recente a Roma, servono per lucrare qualche tangente. Perché, però, stimolino tanta acrimonia fatico a spiegarmelo. Per un terzo sono cittadini italiani, per oltre un terzo sono bambini e in tutto rappresentano lo 0,2% della popolazione milanese e lo 0,09% rispetto alla città metropolitana: una miseria. Ma è forse proprio la miseria a fare paura.

 

Viso Pallido

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